Diario di Cordata
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Climb

Val Alba · Friuli Venezia Giulia, Italia

Alta Via CAI Moggio e Normale allo Zuc dal Bor

Personal evaluation

25 km

Distance

1780 m

Elevation gain

1780 m

Elevation loss

2195 m

Peak elevation

Summer, Autumn

Best season

UIAA IV

Grade

The storyTitle & narrative written in Italiano

Giorno 1 - Bivacco Bianchi

Abbiamo parcheggiato nella localita' Riu de la Smesse e abbiamo preso il sentiero 450 che inizia su strada asfaltata per poi diventare presto una forestale. Esiste anche un sentiero che rimane piu' basso, evitando un po' di dislivello iniziale, ma un cartello ne indica la chiusura.

Se tu mi dici che e' chiuso, senza dirmi il perche', e' normale che mi venga la curiosita' di scoprirlo.

Abbandoniamo dopo poco la fortestale per prendere un ampio sentiero sulla destra. In breve raggiungiamo un bivio e proseguiamo sul sentiero 428a, guadiamo il Rio Alba e ci addentriamo in un ripido bosco. Un ultimo bivio ci si presenta davanti, con indicazioni per il Bivacco Bianchi. Ora la salita prosegue logica lungo la marcata traccia fino al bivacco.

La caratteristica cengia prima di raggiungere il bivacco merita un po' di attenzione, seppur molto ampia.


Giorno 2 - Zuc dal Bor

Avvicinamento

Partenza in direzione SE verso un'evidente spalla erbosa dietro al bivacco (una freccia rossa disegnata su un masso ne indica l'attacco). La traccia e' esile e poco battuta.
Si raggiunge in breve un canalino detritico con passaggi di I/II grado (attenzione alla roccia decisamente poco stabile) e si prosegue dritti (E) verso la cresta. Molti bolli indicano la via.

Arrivati in cresta, e goduto delle splendide luci della mattina, proseguiamo lungo la cresta, a volte sul filo, a volte perdendo qualche metro di quota.
In breve arriviamo ad un intaglio che va affrontato disarrampicando pochi metri per poi salire nuovamente alla sinistra di un mugo (un fittone incastrato agevola la breve discesa in corda doppia, se necessario).
Proseguiamo per prati molto inclinati e roccette delicate, mai difficili ma che richiedono un'attenzione costante.
Superata una cresta affilata in cui bisogna avere passo fermo e assenza di vertigini, affrontiamo ripidi pendii per guadagnare dislivello e tornare in cresta. Impossibile perdersi, visti i numerosissimi bolli giallo/rossi.

Tornati in cresta, la parete ovest dello Zuc dal Bor si erge imponente e si riesce a scorgere la croce di vetta piegata dai fulmini.
Proseguiamo in cresta dove i prati si fanno piu' rari, lasciando spazio ad un paesaggio piu' roccioso e detritico.
Aggiriamo sulla destra un pilone metallico posto in cima ad un rialzo e raggiungiamo, con una breve rampa in discesa una sella particolarmente aerea. Da qui in breve ci troviamo all'attacco di un evidente canale detritico che si supera prima sulla destra (attenzione ai sassi che si movono) per poi tagliare decisamente a sinistra verso una spalla erbosa (ometti). La spalla erbosa termina su una piccola parete di II con discreta esposizione che ci fa guadagnare un'ampia cengia dalla quale e' meglio proseguire legati.

Salita

Dalla cengia si trova subito una corda fissa, che aiuta la salita della parete di III. Noi abbiamo preferito legarci qui e fare un tiro di corda extra aiutati dalla fune fissa e dagli spit a cui e' attaccata.
Scavalcata la parete si prosegue su fondo detritico camminando verso l'evidente dietro spostato leggermente a sinistra (1 spit con moschettone, integrabile con un friend BD 0.75 o un nut piccolo).

Ora il primo tiro vero e proprio della via (IV), da affrontare usando le poche mani a disposizione nell'intaglio di sinistra (3 spit). Raggiunta la cengia, seguirla verso destra fino a raggiungere il secondo punto di sosta (1 spit, integrabile su spuntoni, con cautela).

Il secondo tiro, piu' semplice, inizia dritto in un canalino (II) con dei massi incastrati (1 spit) pronti da essere scaricati sui vostri compagni. Poi si traversa leggermente verso sinistra (2 spit con cordone).

Da qui si nota una traccia poco piu' battuta che in breve ci porta alla cima. Noi abbiamo preferito fare un'ulteriore tiro di corda, vista l'esposizione elevata e la poca stabilita' dei detriti sotto le scarpette.

La vista ripaga la fatica e due aquile sorvolano il cielo poco sopra di noi.

Discesa

Noi abbiamo fatto un totale di 3 calate:

  • la prima dalla cima fino alla sosta del primo tiro (30m)

  • la seconda dalla sosta del primo tiro alla base della parete attrezzata con la fune fissa (30m)

  • la terza, per scrupolo, fino alla spalla erbosa che da accesso al canale da cui siamo arrivati.

Rientro

Il rientro lo abbiamo effettuato continuando verso il canalone S dello Zuc dal Bor, seguendo quindi l'Alta Via CAI Moggio.
La traccia si perde tra i prati poco battuti e facili disarrampicate. I segni sono sempre meno ed e' importante non perdere la traccia per evitare spiacevoli risalti rocciosi.

Un unico movimento richiede particolare attenzione: poco prima del collegamento tra il canale ed il sentiero che porta alla forcella, vi e' un passaggio obbligato attraverso un intaglio nella roccia in cui vi e' un masso incastrato, su cui bisogna camminarci sopra per passare dall'altra parte.

Raggiunto il sentiero, i mughi ci accompagnano verso Forcella Fonderis, dalla quale scenderemo in direzione del bivacco.
Una volta in cengia, la percorriamo per una quindicina di minuti fino ad un bivio. Tassativo prendere il sentiero che sale ripido verso destra (il sentiero che prosegue leggermente a sinistra e' sbarrato con alcuni tronchi a causa di una frana).
Da qui a poco si raggiunge facilmente il bivacco.


Giorno 3 - Ruderi Militari

Sei gia' sveglio? Sei andato a vedere l'alba?

Ma quale alba sono sveglio da 10 minuti...

Con il sole alto partiamo verso N seguendo la variante bassa dell'Alta Via (sentiero 425). In breve raggiungiamo un sistema di cengie, larghe ma detritiche, dove e' meglio non scivolare. Il percorso e' quasi obbligato fino ad rudere militare che si trova pochi metri dopo un tratto attrezzato.
Optiamo discendere per la via breve (in gergo "taglione") che ci conduce dritti verso l'ex ospedale militare e poi al rifugio Vualt.
Consigliata una breve sosta intermedia per il rinfresco di gambe e piedi nel Rio Alba.

Last updated by Matteo Rango · Aug 11, 2026, 5:28 PM

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